26 settembre • 20 ottobre 2016

 

 

“La struttura alare del calabrone non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso”. Questo aforisma viene attribuito ad Albert Einstein, che forse, in realtà, non lo ha mai scritto. Lo abbiamo scelto come titolo del nuovo progetto della Fondazione per l’Arte per la leggerezza dell’immagine che evoca, e per quella provocazione delicata con la quale congiunge, come in un goffo volo, pensiero logico, sentimento volitivo, élan poetico. Nessuna specifica riflessione di ordine scientifico, nessun riferimento ad attività di natura psicologica, cui pure sembrerebbe rimandare.

Solo un’immagine atta a restituire la temperatura di un progetto. È stato Alessandro Sarra a suggerirlo, divertito. Ed era perfetto. Di fatto abbiamo lavorato tutti insieme a questa mostra, come è sempre stato in Fondazione, ove fin dalle prime battute abbiamo deciso di muoverci tra le coordinate della dimensione laboratoriale e della condivisione progettuale. Nei cantieri del 2014 e 2015 ci siamo concentrati esclusivamente sulla generazione emergente, facendo della produzione gomito a gomito il fulcro di un dialogo a più livelli. Quest’anno la modalità si complica e mette insieme l’idea di una residenza estiva di giovani artisti con quella di una mostra vera e propria, pensata, stricto sensu, come occasione dialogica tra opere di artisti di generazioni differenti, per qualche verso vicini. Una mostra da vedere, più che da leggere su un invito o un comunicato. Con una compagine di artisti apparentemente inadatta a produrre un volo in stormo. Eppure…

Effettivamente ci siamo incontrati parecchie volte. Diversi i temi sul tavolo. Fra i più sentiti: la possibilità reale di un dialogo tra generazioni e provenienze culturali differenti, al di là delle mode dell’ultim’ora.

Come evitare l’applicazione di facili schemi di relazione intergenerazionale? Perché riunire artisti già tradizionalmente vicini? Perché nessuno straniero? Abbiamo un quadrato e un triangolo in mostra. Dalla loro intersezione esce una forma geometrica composita. Evviva. C’è dell’inventiva. C’è una risposta ai quesiti posti. Altri due temi forti nelle nostre chiacchiere: geometria e contiguità sentimentali. Non sarà difficile ritrovare tutto questo nel grande capannone di via del Mandrione 105. Ho cercato di dare forma a un’intuizione che ha a che fare con il valore fondativo dell’opera, con le ragioni del suo concepimento, gli orizzonti visivi della sua ideazione, con le relazioni di contiguità elettiva, o talvolta semplicemente geografica, o magari invece sentimentale, che ne scandiscono i processi generativi.

La struttura alare del calabrone non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso. 

 

Daniela Bigi

 

26 september • 20 october 2016

 

 

‘The wing structure of the bumblebee is inadequate for flight, but it does not know and flies all the same.’ This aphorism is attributed to Albert Einstein, but in truth, perhaps he never wrote it.

We chose it as the title of the new Fondazione per l’Arte project for the lightness of the image it evokes: for the way it provocatively suggests a delicate union – like a clumsy flight – between logical thought, resolved reason and poetic élan: and no specific reflection of a scientific kind, nor any reference of a psychological nature – although seemingly, there could be.

This was simply an image capable of gaging the atmosphere of the project.

Alessandro Sarra jokingly suggested it. It was perfect. We all worked at this exhibition together, as always at the Foundation, and from the outset moved between the laboratory and the shared project experience. In the 2014 and 2015 workshops we focused exclusively on the emerging generation of artists, working shoulder to shoulder on the productions in a dialogue focused onn multiple levels. This year the formula is more complex, uniting the idea of a summer residence for young artists, with that of an out and out exhibition conceived to create a dialogue between artists of diverse generations that in some way are related. An exhibition to be seen rather than read about on an invitation or press release;

and a company of artists that are apparently inappropriate to draw the masses… and yet…

We met on many occasions and discussed numerous possible themes.

Among the most felt for, was the real possibility of dialogue between generations with diverse cultural backgrounds, quite apart from any latest fashion.

How might we avoid the facile application of intergenerational relationship schemes? Why unite artists already traditionally related? Why no foreigners? We are exhibiting a square and a triangle. The interstice of their intersection generates a composite geometric form. Yippee!! There is some invention! There are answers to our questions. Two more themes dominated our conversations: geometry and sentimental affinity.

It won’t be hard to find all this in the great warehouse at Via del Mandrione 105. I have attempted to bring into being an intuition that has to do with the originating idea of a work, with the reasons for its conception, the horizons of its actualisation: relations chosen close-by, or simply by geographic circumstance, or for sentimental reasons – these are qualities that pace the creative process.

The wing structure of the bumblebee is inadequate for flight, but it does not know and flies all the same. 

 

Daniela Bigi